Districarsi in un catalogo di prodotti professionali per parrucchieri può essere sorprendentemente complicato.
Shampoo tecnici. Trattamenti. Maschere. Colorazioni. Ossidanti. Prodotti per la cute. Styling. Finishing. Termoprotettori. Spray. Creme. Oli. Prodotti per capelli ricci. Prodotti per capelli fini. Linee ristrutturanti. Linee idratanti. Linee per il mantenimento a casa.
Le possibilità sembrano infinite.
Eppure, per un parrucchiere, la vera domanda non è:
“Quali sono i prodotti migliori?”
La domanda più utile è:
“Quali sono i prodotti migliori per il mio salone?”
La differenza è enorme.
Un prodotto può essere eccellente e, allo stesso tempo, essere completamente sbagliato per il modello di lavoro di un determinato salone.
- Può avere un posizionamento troppo alto.
- Può richiedere protocolli che il team non utilizza.
- Può essere difficile da proporre alla clientela.
- Può sovrapporsi ad altri prodotti già presenti.
- Può funzionare molto bene tecnicamente, ma restare per mesi immobile sullo scaffale.
- Oppure può diventare uno di quei prodotti che lo staff usa ogni giorno, consiglia spontaneamente e riordina continuamente.
La differenza non la fa soltanto la formula.
La fa la scelta.
In questa guida vediamo quindi come selezionare prodotti professionali per parrucchieri costruendo un assortimento coerente con servizi, clientela, posizionamento e obiettivi economici del salone.
Perché un buon prodotto non dovrebbe semplicemente funzionare.
Dovrebbe funzionare nel tuo salone.
Prodotti professionali per parrucchieri: da dove iniziare?
Il primo errore è partire dal catalogo.
Il secondo è partire dal marchio.
Il terzo è partire dallo sconto.
Prima di scegliere qualsiasi linea, prova invece a descrivere il tuo salone in poche righe.
- Quali sono i servizi che realizzi più spesso?
- Qual è la tipologia di cliente più frequente?
- Quali problematiche incontri quotidianamente?
- Quali risultati ti vengono richiesti?
- Quanto spende mediamente una cliente?
- Quanti prodotti riesci realmente a utilizzare e spiegare bene?
Sono domande semplici, ma cambiano completamente la selezione.
Un salone fortemente orientato alla colorazione, per esempio, avrà bisogno di una struttura prodotto diversa da un salone che lavora soprattutto su taglio, piega e styling.
Un salone che vuole specializzarsi nella cura della cute avrà altre necessità.
Un’attività con un pubblico giovane e molto attento alle tendenze può privilegiare styling, texture e finishing.
Un salone premium può invece costruire una parte importante dell’esperienza intorno a rituali, trattamenti e home care.
Prima viene quindi il modello di salone.
Poi vengono i prodotti.
1. Parti dai servizi che vendi, non dai prodotti che ti piacciono
C’è un modo molto semplice per capire se il proprio assortimento è costruito bene.
Guarda il listino servizi.
Poi guarda il magazzino.
I due dovrebbero raccontare più o meno la stessa storia.
Se il colore rappresenta una parte importante del tuo fatturato, dovresti avere una struttura tecnica sufficientemente completa per affrontarlo.
Se proponi trattamenti specifici per cute e capelli, devono esserci prodotti e protocolli coerenti.
Se il tuo salone comunica una forte specializzazione nello styling, non puoi avere una scelta casuale di tre prodotti utilizzati indistintamente su qualsiasi capello.
Al contrario, se hai decine di referenze che non corrispondono a nessun servizio specifico, probabilmente stai immobilizzando denaro senza ottenere un reale vantaggio.
Un buon assortimento nasce quindi da una mappa molto concreta:
servizio → esigenza → prodotto → risultato.
Per esempio:
colorazione → proteggere la fibra → trattamento specifico → maggiore qualità percepita;
capelli fini → dare corpo senza appesantire → styling dedicato → volume;
cute con eccesso di sebo → detersione e trattamento adeguati → protocollo specifico → maggiore comfort;
capelli trattati → mantenimento → shampoo, conditioner e trattamento domiciliare → durata del risultato.
Il prodotto smette così di essere una confezione sullo scaffale.
Diventa parte del servizio.
2. Un prodotto professionale deve risolvere un problema preciso
Uno degli errori più frequenti è valutare un prodotto partendo soltanto dalle sue caratteristiche.
“Contiene questo ingrediente.”
“Ha questa tecnologia.”
“È molto nutriente.”
“È lucidante.”
“Ha un profumo bellissimo.”
Sono informazioni utili.
Ma il parrucchiere ha bisogno di fare un passaggio in più.
Che problema mi permette di risolvere?
Un prodotto professionale dovrebbe avere un ruolo chiaro.
- Detergere.
- Proteggere.
- Ricostruire.
- Idratare.
- Disciplinare.
- Definire.
- Texturizzare.
- Dare volume.
- Proteggere dal calore.
- Gestire una specifica esigenza della cute.
- Prolungare il risultato ottenuto in salone.
Quando una referenza non ha una funzione sufficientemente chiara, diventa più difficile da utilizzare, raccontare e vendere.
Ed è proprio qui che spesso iniziano le sovrapposizioni.
Tre shampoo che fanno praticamente la stessa cosa.
Quattro spray simili.
Cinque prodotti finishing di cui soltanto due vengono realmente utilizzati.
Ogni referenza dovrebbe avere una ragione precisa per trovarsi nel salone.
Altrimenti probabilmente non serve.
3. Più prodotti non significa più scelta
Immagina questa scena.
Una cliente ti chiede:
“Cosa posso usare a casa?”
Vai verso l’espositore.
Davanti a te ci sono quaranta prodotti.
Prendi una bottiglia.
Poi la rimetti giù.
Ne prendi un’altra.
Poi dici:
“Potresti usare questa… oppure questa. Anche questa è molto buona.”
Da un punto di vista commerciale è una situazione debole.
Perché troppa scelta può trasformarsi in indecisione.
Vale anche per lo staff.
Un assortimento eccessivamente ampio richiede maggiore formazione, maggiore gestione del magazzino e maggiore capacità di distinguere le referenze tra loro.
In molti casi, quindi, un assortimento più piccolo ma perfettamente conosciuto dal team è più efficace di un catalogo enorme utilizzato soltanto in parte.
La domanda utile non è:
“Quante referenze posso avere?”
Ma:
“Quante referenze possiamo davvero conoscere, utilizzare e consigliare bene?”
È un approccio che migliora contemporaneamente servizio, gestione e vendita.
4. La prova più importante: come si comporta nel lavoro quotidiano?
La confezione conta.
Il posizionamento conta.
La comunicazione del marchio conta.
Ma alla fine il prodotto deve entrare in cabina, al lavatesta o davanti allo specchio.
E lì deve funzionare.
Quando valuti un prodotto professionale, osserva elementi molto concreti:
- La quantità necessaria.
- La facilità di applicazione.
- La distribuzione.
- Il tempo richiesto.
- La resa.
- La lavorabilità del capello.
- La compatibilità con gli strumenti che utilizzi.
- Il risultato immediato.
- La durata del risultato.
- Il comportamento sui diversi tipi di capelli.
- Anche il cosiddetto “feeling” del professionista conta.
Ci sono prodotti tecnicamente validi che lo staff fatica a integrare nel proprio modo di lavorare.
Altri diventano immediatamente naturali.
Per questo, quando possibile, un prodotto dovrebbe essere provato nel contesto reale del salone.
Non soltanto presentato.
5. Valuta il risultato, ma anche la ripetibilità del risultato
Un buon prodotto non dovrebbe funzionare bene una volta.
Dovrebbe aiutarti a ottenere un risultato affidabile con continuità.
Per un professionista questo è fondamentale.
La cliente non paga soltanto per vedere un bel risultato una volta.
Paga anche per la possibilità di ritrovarlo.
E la costanza diventa ancora più importante nei servizi tecnici.
Il prodotto deve entrare in un metodo di lavoro che possa essere appreso e replicato dallo staff.
Questo significa che la selezione dovrebbe considerare anche:
facilità di standardizzazione, chiarezza dei protocolli e possibilità di formazione del team.
Quando il risultato dipende esclusivamente dall’intuizione di una sola persona, il sistema è fragile.
Quando invece prodotto, protocollo e competenza lavorano insieme, il servizio diventa più strutturato.
6. Il prezzo di acquisto è soltanto una parte del costo
Due prodotti possono avere prezzi molto diversi.
Ma confrontare soltanto il prezzo della confezione può essere fuorviante.
Immaginiamo:
Prodotto A costa 20 euro e permette 10 applicazioni.
Prodotto B costa 28 euro e permette 20 applicazioni.
Qual è il prodotto più costoso?
Non necessariamente il secondo.
Bisogna ragionare sul costo per servizio.
È uno dei concetti più importanti nella gestione dei prodotti professionali per parrucchieri.
Per ogni referenza tecnica vale la pena chiedersi:
- quanto prodotto utilizzo mediamente?
- quanto costa quella quantità?
- quanto tempo richiede l’applicazione?
- quanto posso valorizzare il servizio?
- quale risultato percepisce il cliente?
In questo modo il prodotto viene valutato all’interno della marginalità del servizio, non semplicemente attraverso il prezzo di listino.
7. Il prodotto deve essere coerente con il prezzo del tuo salone
Un salone con una piega da 25 euro e uno con una piega da 70 euro hanno modelli economici differenti.
Non significa che il primo debba utilizzare prodotti scadenti.
Significa che l’assortimento deve essere economicamente sostenibile all’interno del listino.
Se il costo prodotto incide troppo, il margine si riduce.
Se utilizzi un prodotto premium ma non riesci a trasferirne il valore alla cliente, stai probabilmente assorbendo il costo senza ottenere un beneficio commerciale.
Al contrario, un prodotto più performante può giustificare servizi di maggiore valore.
Torna quindi sempre la stessa regola:
il prodotto non è isolato.
È collegato a servizio, posizionamento e prezzo.
8. Scegli linee che il team riesca a raccontare
Puoi avere il miglior prodotto del mercato.
Se nessuno nel salone sa spiegarlo alla cliente, una parte importante del suo valore rimane inutilizzata.
Immagina due modi di proporre uno shampoo.
Il primo:
“Questo è molto buono.”
Il secondo:
“Ti consiglio questo perché sui tuoi capelli abbiamo bisogno di mantenere idratazione senza appesantire. Utilizzalo soprattutto dopo i lavaggi in cui senti la fibra più secca.”
Quale consulenza appare più professionale?
Ovviamente la seconda.
Ma per arrivarci lo staff deve conoscere realmente il prodotto.
Non soltanto il nome.
Deve sapere:
per chi è;
quando utilizzarlo;
quando non utilizzarlo;
come applicarlo;
quale risultato aspettarsi;
come combinarlo con altri prodotti;
come spiegarlo con parole semplici.
La formazione prodotto non è quindi un extra.
È parte dell’investimento.
9. Prodotti professionali e vendita retail: una grande opportunità spesso sottoutilizzata
Qui vale la pena cambiare prospettiva.
La rivendita non dovrebbe essere considerata un piccolo negozio inserito dentro il salone.
Dovrebbe essere la continuazione del servizio professionale.
Hai appena lavorato per due ore sui capelli della cliente.
Li hai osservati.
Li hai lavati.
Li hai trattati.
Li hai colorati.
Li hai asciugati.
Conosci il risultato che hai ottenuto.
Poi la cliente torna a casa.
La domanda è:
cosa succede nei successivi trenta giorni?
Se utilizza prodotti completamente casuali, una parte del risultato potrebbe deteriorarsi più velocemente.
Se invece continua a casa con prodotti coerenti con il servizio, aumenta la possibilità di preservare il lavoro fatto in salone.
Questo cambia il significato della rivendita.
Non è:
“Vuoi comprare uno shampoo?”
È:
“Per mantenere questo risultato, a casa ti consiglio di fare così.”
La differenza è enorme.
Una è vendita.
L’altra è consulenza.
E la consulenza, quando è corretta, genera anche vendita.
10. Come scegliere i prodotti da rivendere alle clienti
Non tutto ciò che utilizzi tecnicamente deve necessariamente diventare retail.
Per costruire una selezione efficace di prodotti da rivendita possono essere utili alcuni criteri.
Il prodotto deve avere:
una funzione comprensibile;
un risultato percepibile;
un utilizzo semplice;
una frequenza di riacquisto sensata;
un prezzo coerente con il cliente del salone;
una relazione chiara con uno o più servizi.
Una linea domiciliare troppo complessa rischia di confondere.
In molti casi è più semplice proporre una routine essenziale:
detersione + trattamento + prodotto specifico.
Tre prodotti con un motivo preciso sono spesso più facili da comprendere di sette prodotti spiegati in trenta secondi alla cassa.
11. Non scegliere soltanto in base al margine
La marginalità conta.
Naturalmente.
Il salone è un’impresa.
Ma scegliere i prodotti retail esclusivamente in base allo sconto di acquisto può essere un errore.
Un prodotto con un margine teorico elevato che nessuno compra genera zero.
Un prodotto che ruota regolarmente, viene consigliato con facilità e genera riacquisti può creare molto più valore.
Quando valuti una linea retail osserva quindi almeno tre numeri:
margine, rotazione e riacquisto.
Il margine dice quanto guadagni su una vendita.
La rotazione dice quanto velocemente il prodotto esce dallo scaffale.
Il riacquisto dice se il cliente torna.
Sono tre informazioni molto più utili considerate insieme.
12. Il magazzino: quando i prodotti diventano capitale fermo
Ogni prodotto sullo scaffale ha un costo.
Anche se non viene utilizzato.
Anzi, soprattutto se non viene utilizzato.
Una delle attività più utili è osservare periodicamente il magazzino e dividere le referenze in tre gruppi.
1. Alta rotazione
Sono quelle utilizzate o vendute continuamente. Devono essere facilmente disponibili.
2. Media rotazione
Servono, ma in quantità più contenute. Richiedono gestione attenta.
3. Bassa rotazione
Sono prodotti che rimangono fermi per mesi. Qui bisogna capire perché. Il problema può essere il prodotto. Ma può essere anche la mancata formazione dello staff, un posizionamento sbagliato, una comunicazione inefficace o una semplice duplicazione con altre referenze.
Il magazzino dovrebbe essere osservato come uno strumento di gestione.
Non come un deposito.
13. Attenzione alle sovrapposizioni
Uno dei modi più rapidi per perdere controllo sull’assortimento è aggiungere continuamente prodotti senza toglierne mai.
Arriva una nuova linea.
La inseriamo.
Arriva un nuovo spray.
Lo aggiungiamo.
Arriva una nuova maschera.
Mettiamo anche quella.
Dopo qualche anno il salone si ritrova con prodotti appartenenti a epoche diverse, marchi diversi e logiche diverse.
Il problema non è avere più brand.
Il problema è non sapere più perché ciascun prodotto è lì.
Una revisione periodica dell’assortimento permette di eliminare duplicazioni e rendere la proposta più leggibile.
Chiediti:
“Se togliessi questa referenza domani, quale servizio non riuscirei più a fare?”
Se la risposta è “nessuno”, probabilmente vale la pena approfondire.
14. Un marchio deve essere coerente con il tuo salone
Il prodotto è anche comunicazione.
Packaging, esposizione, filosofia del marchio, prezzo e immagine contribuiscono alla percezione della cliente.
Un salone molto orientato alla naturalità potrebbe cercare determinati codici.
Un salone moda potrebbe preferirne altri.
Un salone premium potrebbe avere bisogno di un’immagine coerente con l’esperienza offerta.
Il punto non è inseguire il marchio più famoso.
È trovare un marchio che rafforzi ciò che il salone vuole diventare.
Quando brand del salone e brand prodotto dialogano bene, tutto appare più coerente.
Vetrina.
Scaffali.
Consulenza.
Servizio.
Prezzo.
Comunicazione.
15. Quanto conta l’assistenza del fornitore?
Molto più di quanto sembra.
Quando si valutano prodotti professionali per parrucchieri si tende naturalmente a concentrarsi sulle referenze.
Ma il prodotto è soltanto una parte della relazione.
Poi bisogna ordinare.
Ricevere.
Riordinare rapidamente.
Risolvere eventuali problemi.
Capire una nuova linea.
Formare lo staff.
Inserire un nuovo servizio.
Gestire una promozione.
Confrontarsi su ciò che sta funzionando…
Per questo vale la pena valutare anche chi c’è dietro al catalogo.
Un buon fornitore professionale dovrebbe essere in grado di andare oltre la semplice raccolta dell’ordine.
La domanda diventa quindi:
“Sto comprando prodotti o sto costruendo una relazione utile per il mio salone?”
Sono due cose molto diverse.
16. Disponibilità e continuità contano quasi quanto il prodotto
Immagina di aver costruito un servizio intorno a una determinata referenza.
Le clienti iniziano a conoscerla.
Lo staff la utilizza.
Poi finisce.
E non è più disponibile.
Una volta può capitare.
Se accade continuamente, diventa un problema organizzativo.
La qualità della fornitura dipende quindi anche dalla capacità di garantire continuità, rapidità e gestione degli ordini.
Per un salone, avere il prodotto giusto ma non averlo quando serve produce praticamente lo stesso risultato di non averlo.
Per questo logistica e disponibilità dovrebbero entrare nella valutazione del fornitore.
17. Formazione e prodotto dovrebbero crescere insieme
Quando introduci un prodotto nuovo senza modificare alcun comportamento dello staff, stai probabilmente utilizzando soltanto una parte del suo potenziale.
Una nuova linea può diventare l’occasione per:
- migliorare un servizio;
- costruire un protocollo;
- aggiungere una consulenza;
- aumentare la fiche media;
- sviluppare retail;
- specializzare un membro del team.
Il prodotto diventa quindi strumento di evoluzione del salone.
È una prospettiva molto più interessante del semplice “abbiamo una novità”.
La vera novità non è la confezione.
È ciò che permette al parrucchiere di fare meglio.
18. Come testare una nuova linea prima di inserirla
Prima di allargare l’assortimento, può essere utile creare una piccola fase di prova.
Scegli alcune clienti con caratteristiche diverse.
- Utilizza il prodotto.
- Osserva il risultato.
- Chiedi feedback.
- Verifica quanto prodotto hai utilizzato.
- Calcola il costo per applicazione.
- Valuta la facilità di lavoro.
- Provalo con più membri dello staff.
- Poi chiediti:
aggiunge qualcosa che oggi ci manca?
Se la risposta è sì, approfondisci.
Se fa esattamente quello che fanno già altre tre referenze, l’inserimento potrebbe essere meno necessario.
Questa semplice disciplina evita molti acquisti dettati dall’entusiasmo iniziale.
19. Come capire se il tuo assortimento è troppo grande
Ci sono alcuni segnali abbastanza evidenti.
- Prodotti che nessuno ricorda di avere.
- Confezioni impolverate.
- Referenze aperte da molto tempo.
- Staff che utilizza sempre gli stessi dieci prodotti nonostante sugli scaffali ce ne siano cinquanta.
- Clienti che non capiscono la differenza tra le linee.
- Riordini difficili da gestire.
- Troppi marchi con funzioni sovrapposte.
Se riconosci il tuo salone, potrebbe essere il momento di fare una revisione.
Ridurre non significa impoverire.
A volte significa rendere più forte ciò che rimane.
20. Costruisci un “guardaroba prodotto” del salone
Un modo interessante per pensare all’assortimento è immaginarlo come un guardaroba.
Non servono cento capi identici.
Servono i pezzi giusti per le diverse occasioni.
Potremmo costruire una struttura base in sette aree.
1. Servizi tecnici
Colorazione, schiaritura, ossidazione e prodotti complementari.
2. Cura e trattamento
Detersione, condizionamento, maschere e trattamenti mirati.
3. Cute e capelli
Prodotti dedicati a specifiche necessità del cuoio capelluto e della fibra.
4. Styling
Volume, controllo, texture, definizione e protezione termica.
5. Finishing
Lucidatura, tenuta, antiumidità e definizione finale.
6. Protezione
Calore, sole, servizi tecnici e stress esterni.
7. Home care
Prodotti che aiutano la cliente a mantenere a casa il lavoro realizzato in salone.
Non tutti i saloni devono sviluppare queste aree nello stesso modo.
Ed è proprio questo il punto.
L’assortimento dovrebbe avere la forma del salone.
21. Le 10 domande da fare prima di inserire un nuovo prodotto
Prima del prossimo ordine, prova a sottoporre ogni nuova referenza a questo test.
- Quale problema risolve?
- Per quali clienti la utilizzeremo?
- In quale servizio entrerà?
- Abbiamo già un prodotto che svolge la stessa funzione?
- Quanto costa realmente per applicazione?
- Lo staff è in grado di utilizzarlo correttamente?
- Il risultato è facilmente percepibile dalla cliente?
- Può essere collegato a un prodotto home care?
- La referenza ha una rotazione potenziale sufficiente?
- Il fornitore può supportarci su formazione, disponibilità e riordino?
Se non riesci a rispondere ad almeno alcune di queste domande, forse è troppo presto per ordinare.
Quali prodotti professionali dovrebbe avere un parrucchiere?
Non esiste un elenco universale.
Ma un salone dovrebbe disporre almeno delle referenze necessarie a gestire in modo completo e coerente i servizi che propone.
La priorità dovrebbe quindi andare a:
- prodotti tecnici realmente utilizzati;
- shampoo e trattamenti differenziati per le esigenze più frequenti;
- styling con funzioni chiaramente distinte;
- finishing;
- protezione;
- prodotti domiciliari collegati ai principali servizi.
La profondità dell’assortimento può poi aumentare insieme alla specializzazione.
Meglio costruire una struttura solida e ampliarla progressivamente che partire con un magazzino enorme senza sapere come gestirlo.
Meglio un unico marchio o più brand?
Dipende dalla strategia del salone.
Utilizzare un unico marchio può offrire maggiore semplicità.
Protocolli coordinati.
Immagine uniforme.
Formazione più lineare.
Gestione del magazzino più semplice.
Lavorare con più brand
può invece permettere di selezionare soluzioni molto specifiche e costruire un assortimento più personalizzato.
Nessuna delle due opzioni è automaticamente migliore.
La domanda corretta è:
la struttura che abbiamo scelto rende il nostro lavoro più chiaro oppure più complicato?
Se lo staff non riesce più a orientarsi, qualcosa va rivisto.
Quanto investire nei prodotti professionali?
Anche qui non esiste una percentuale o una formula universale.
Il capitale necessario dipende da dimensioni del salone, numero di operatori, quantità di servizi tecnici, frequenza degli ordini e profondità dell’assortimento.
Il principio più utile è però semplice:
non acquistare per riempire gli scaffali. Acquista per alimentare i servizi.
Un magazzino efficiente non è necessariamente un magazzino pieno.
È un magazzino in cui i prodotti entrano, vengono utilizzati o venduti e vengono riordinati con continuità.
In una parola:
ruotano.
Il prodotto giusto non è quello che costa meno. È quello che crea più valore
Arrivati a questo punto possiamo tornare alla domanda iniziale.
Come scegliere i migliori prodotti professionali per parrucchieri?
Non guardando una sola caratteristica.
Bisogna mettere insieme:
- prestazione tecnica;
- costo per servizio;
- facilità di utilizzo;
- coerenza con la clientela;
- formazione;
- rotazione;
- potenziale retail;
- affidabilità della fornitura;
- posizionamento del marchio;
- supporto commerciale.
È questo insieme a trasformare un prodotto in uno strumento realmente utile.
Perché il prodotto più interessante non è necessariamente quello che promette di più.
È quello che riesce a entrare nel tuo modo di lavorare, migliorarlo e generare un risultato riconoscibile per la cliente.
Da un catalogo a un sistema di lavoro
La selezione dei prodotti professionali non dovrebbe avvenire una volta per tutte.
Il salone cambia.
Cambiano le clienti.
Cambiano i servizi.
Cambiano le competenze del team.
Cambiano anche gli obiettivi economici.
Per questo è utile rivedere periodicamente l’assortimento e chiedersi:
cosa utilizziamo davvero?
cosa funziona meglio?
cosa non ruota?
cosa ci manca?
cosa potremmo trasformare in un nuovo servizio?
È qui che il prodotto smette di essere una semplice voce di acquisto.
Diventa parte della strategia del salone.
3B Cosmetic: scegliere prima di acquistare
Quando un salone cerca nuovi prodotti, la risposta più facile sarebbe mostrare un catalogo.
Ma un catalogo, da solo, non conosce la tua clientela.
Non conosce il tuo listino.
Non sa quali servizi esegui più spesso.
Non sa quali prodotti hai già in magazzino.
Non sa dove vuoi portare il tuo salone.
Per questo 3B Cosmetic lavora con i parrucchieri affiancandoli nella selezione di prodotti professionali e soluzioni haircare coerenti con le esigenze reali dell’attività.
Il punto non è avere più prodotti.
È avere quelli giusti.
E riuscire a trasformarli in risultati migliori per la cliente e in maggiore valore per il salone.
Domande frequenti sui prodotti professionali per parrucchieri
Qual è la differenza tra prodotti professionali e prodotti commerciali?
I prodotti destinati al canale professionale vengono sviluppati pensando all’utilizzo da parte dell’operatore e, a seconda della categoria, possono integrarsi in servizi e protocolli tecnici specifici. La differenza va però valutata prodotto per prodotto: il fatto che una referenza sia professionale non significa automaticamente che sia la migliore per qualsiasi salone.
Quanti prodotti dovrebbe avere un salone?
Non esiste un numero ideale. È preferibile avere un assortimento sufficientemente completo per gestire i servizi del salone, ma abbastanza razionale da essere realmente conosciuto dallo staff. Decine di referenze inutilizzate non rappresentano necessariamente un vantaggio.
Come scegliere un fornitore di prodotti professionali per parrucchieri?
Oltre alla qualità dei prodotti, valuta disponibilità, rapidità nei riordini, assistenza commerciale, formazione, conoscenza del settore e capacità di aiutarti a costruire un assortimento coerente con il tuo salone.
Conviene vendere prodotti professionali alle clienti?
Può essere un’importante fonte di valore e fatturato, soprattutto quando la vendita nasce da una consulenza reale. Il prodotto domiciliare dovrebbe aiutare la cliente a mantenere il risultato ottenuto in salone e non essere proposto come acquisto casuale.
È meglio utilizzare pochi prodotti o avere una scelta molto ampia?
Un assortimento più ampio può essere utile quando esistono reali esigenze di specializzazione. In molti saloni, però, una selezione più contenuta ma perfettamente conosciuta dal team può rendere più semplice il lavoro, la consulenza e la gestione del magazzino.
Come capire se un prodotto è conveniente?
Non guardare soltanto il prezzo della confezione! Calcola il costo per applicazione, valuta il tempo di utilizzo, il risultato ottenuto, la possibilità di valorizzare il servizio e la frequenza con cui la referenza viene utilizzata o venduta.




